Appunti
Responsabili di fronte a Dio
"Questo è ciò che significa essere creature umane a immagine di Dio: significa essere liberi di compiere delle scelte anziché agire seguendo i nostri istinti. Significa sapere che certe scelte sono buone e altre cattive, ed è affar nostro conoscere la differenza … Se non fossimo liberi di scegliere il male, allora non saremmo nemmeno liberi di scegliere il bene: al pari degli animali, potremmo solamente essere utili o inutili, obbedienti o disobbedienti. Non potremmo più essere morali, vale a dire che non potremmo essere umani … Dio si è imposto il limite di non intervenire per toglierci la libertà, inclusa la libertà di far male a noi stessi e agli altri intorno a noi" (H.S. Kushner).
Come disse Dio tramite Mosè al popolo d’Israele prima di farlo entrare nella Terra Promessa: "Io prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché possa vivere, tu e i tuoi discendenti, e possa amare l’Eterno Dio…" (Deuteronomio 30:19). Proprio perché siamo liberi, e dunque esseri moralmente responsabili, Dio può giudicarci: scegliamo la vita, e la vita in Cristo, il solo che possa indicarci la morale di Dio, i suoi pensieri su ciò che è bene e ciò che è male; il solo che, se lo seguiamo, ci libera dal peccato e ci porta alla vita eterna (si legga Giovanni 3:16-21).
Un giorno un centurione romano, immensamente grato all’Apostolo Pietro per avere da lui ricevuto il messaggio di salvezza del Vangelo, gli si inginocchiò davanti per ringraziarlo, ma Pietro lo fece rialzare, dicendo: "Alzati, sono anch’io un uomo" (Atti degli Apostoli 10:25-26). Prostrarsi davanti a un uomo, anche se si trattasse di una persona spiritualmente eccelsa, è un atto d’idolatria che il Vangelo condanna. Ma c’è di più. Un altro Apostolo, Giovanni, quando ricevette straordinarie visioni e comunicazioni celesti da parte di un potente angelo di Dio, non poté resistere dal cadere ai piedi di quest’ultimo per adorarlo, ma la creatura celeste gli disse: "Guardati dal farlo, io sono un conservo tuo e dei tuoi fratelli che hanno la testimonianza di Gesù. Adora Dio!" (Ap 18:1, 19:10, vedi anche 22:8-9). Gesù, coerentemente, resistette in base a questo principio quando fu tentato da Satana, affermando di non volere prostrarsi davanti al demonio perché le Scritture dicono: "Adora il Signore Dio tuo e servi lui solo" (Matteo 4:10); lo stesso Gesù, sempre coerentemente, accettava l’adorazione di chi gli si prostrava dinnanzi, essendo egli il Figlio Dio, adorato dagli stessi angeli (Matteo 8:2, 15:25; Giovanni 9:38; Eb 1:5-6, ecc.). Ma come mai vi sono esponenti del mondo religioso – semplici uomini! – che accettano inchini, riverenze, inginocchiamenti, baci del piede o della mano? Primo fra tutti, il Papa. Ma se neppure Pietro accettava questo, e neppure gli angeli, perché c’è chi ancora oggi (e da secoli!) si permette tanto? E perché moltissime persone si inginocchiano addirittura di fronte a statue, immagini, reliquie, oggetti di vario genere? Purtroppo, queste cose (che vengono fatte passare per forme di culto cristiano) altro non sono che scellerati atti di idolatria.
Bisogno di Dio
"Nessuna cultura senza Dio è riuscita a offrire in questi secoli una attendibile scienza del bene e del male … Il bisogno di Dio è sempre lo stesso dall’inizio dei tempi" (G. Barbiellini Amidei).
Abbiamo bisogno che Dio ci dica cos’è bene e cos’è male: non abbiamo il diritto di stabilirlo noi! Quando gli uomini pensano di essere in grado di farlo, a volte ci azzeccano, ma nella maggioranza dei casi ne nascono immoralità, caos, approssimazione, relativismo, non di radio abominio vero e proprio. Non fu forse il primo peccato dell’uomo proprio quello di voler discernere da sé fra il Bene e il Male (cfr. Genesi 2.17)? Abbiamo bisogno di Dio da sempre, per trovare il suo amore, la sua guida, la sua giustizia!
La vera rivoluzione
""Ascolta, Israele: il Signore nostro Dio è l’unico Signore" (Deuteronomio 6:4). è impossibile compiere una rivoluzione di maggiore portata con un numero minore di parole o in modo più semplice" (E. Gilson).
Questa è stata davvero la rivelazione-rivoluzione basilare della storia umana! C’è un solo, unico e vero Dio, ed è il Dio della Bibbia, che s’è rivelato dapprima a Israele e poi al mondo intero tramite il messaggio di Cristo. Di fronte all’idolatria imperante, la Bibbia pone il monotesimo del Dio che parla, che comunica, che viene incontro all’uomo; sovvenendo, infatti, alla limitatezza della mente e delle forze umane, le Sacre Scritture ci indicano anche CHI è questo Dio. La vita di ogni persona che prenda sul serio quel versetto biblico, traendone tutte le debite conseguenze, si rivoluziona, si trasforma, giungendo all’apice della Verità e della rigenerazione interiore con quest’altra rivelazione-rivoluzione: "Questa è la vita eterna, che conoscano te, il solo e vero Dio, e Gesù Cristo che tu hai mandato" (Giovanni 17:3).
Morti dentro
"Non è vero che esistano persone buone, talmente impegnate nel Bene da essere refrattarie e difese dal Male … Ognuno di noi fa qualcosa di male un giorno o l’altro, coscientemente o meno. Non di meno siamo tutti infestati o posseduti dal male … [anche se] la gente non ha più il senso del Bene e del Male, non percepisce nemmeno la propria colpevolezza … Io direi che il Male persistente nella persona provoca quella che io definisco la morte dell’anima. Un uomo può restare in vita, eppure essere morto interiormente" (G. Herling).
Si tratta di ciò che la Bibbia ci spiega in lungo e in largo: "Perché non c’è alcun uomo che non pecchi" (1Re 8:46); "Nessun vivente, o Dio, sarà trovato giusto davanti a te" (Salmo 143:2); "Non c’è infatti alcun uomo giusto sulla terra, che faccia il bene e non pecchi" (Ecclesiaste 7:20); "Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio" (Romani 3:23), e solo l’opera di Redenzione di Gesù può liberarci da questa condizione che, a prescindere da quanto ne siamo coscienti, ci avvolge, ci domina, ci schianta (leggi Romani 3:24). Gesù è morto per tutti perché tutti ne abbiamo bisogno, tutti lo hanno crocifisso coi propri peccati, anche e soprattutto coloro che dicono: Ma, in fondo, non sono poi tanto cattivo, sono una brava persona…"! "Se non vi ravvedete, tutti allo stesso modo perirete", avverte Gesù in Luca 13:5. E ancora: "Chi crede nel Figlio di Dio ha vita eterna, ma chi non ubbidisce al Figlio di Dio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio dimora su di lui" (Giovanni 3:36). Rivolgiamoci a Cristo, usciamo dallo stato di peccato in cui ci troviamo convertendoci e seguendolo, altrimenti rimarremo dei morti viventi: "Tu hai la reputazione di vivere, ma sei morto" (Apocalisse 3:1). E, divenuti cristiani, ricordiamoci del nostro compito: "Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; ma tu vai ad annunziare il regno di Dio" (Luca 9:60).
Ancora si può!
"La fede cristiana in sé non può conoscere alcun progresso storico, perché il cristianesimo fu veramente e pienamente tale nel suo inizio, soltanto in Gesù Cristo, e di lì in poi si è svolto allontanandosi dalle perfette origini … Per grazia di Dio un recupero del senso originario è, almeno in qualche misura, possibile … Il deposito della fede non si sostiene se non su una Parola che, pronunciata duemila anni fa, le nostre orecchie hanno ancora udito" (S. Quinzio).
Sì, per grazia di Dio ancora si può… il modello originario è ancora e sempre lì, a nostra disposizione: sta a noi riproporlo nella pratica!
La giusta tensione spirituale
"Ogni generazione cristiana, finché resta nella coerenza con la fede originaria, non può pensarsi se non come la generazione della fine del mondo e del ritorno di Cristo" (S. Quinzio).
Il Signore può tornare da un momento all’altro, e comunque la nostra vita è breve, fragile… prepariamoci all’incontro con Gesù, ricordandoci che sarà la sua Parola a giudicarci nell’ultimo giorno (Giovanni 12:48). Senza questa tensione spirituale, la nostra vita si trascinerà senza senso, e soprattutto con un tragico esito finale!
L’ecumenismo non può funzionare
"L’ecumenismo è la tappa successiva e definitiva dopo quella della caotica e da ultimo indifferente frammentazione che ha invaso ormai anche l’interno di ciascuna chiesa, di ciascuna confessione, di ciascuna setta" (S. Quinzio).
Non si deve trovare "unità nella diversità", bensì unità nell’unica Verità (cfr. Efesini 4:4-6). L’ecumensimo non giova a nulla, se non a una pur auspicabile forma di tolleranza; ma non aiuta a trovare il vero rapporto con Dio. Ogni confessione deve spogliarsi da tutti le proprie tradizioni, teologie e incrostazioni storiche, per rivolgersi solo al vangelo. Questa è l’unica medicina divina.
La scienza non risponde
"Non è la scienza che vieta di credere. La fede è piuttosto proibita da una ragione presuntuosa – forse perché altrimenti disperata – che, via via, nel corso dei secoli ha costruito assoluti terrestri, negando lo spazio del sacro ovvero occupando indebitamente lo spazio del sacro … E nello smarrimento di una situazione di questo genere emerge e risorge di continuo irreprimibile e con sempre più forza la "grande domanda": richiesta di senso … Non è la scienza a dirci quello che dobbiamo fare. Non è la scienza a dirci in che cosa possiamo sperare … La scienza dà risposte parziali e la filosofia pone solo domande senza dare risposte. La "grande domanda", nella sua essenza più profonda, è un’invocazione: un’invocazione di senso assoluto che nessun uomo potrà mai costruire … La consapevolezza della debolezza della ragione umana permette di preparare lo spirito a ricevere la fede … Il cristianesimo è una verità che salva. Non è cultura" (D. Antiseri).
Come dobbiamo vivere, cosa possiamo davvero sperare, il senso della nostra vita e la meta della nostra esistenza, sono questioni che solo la fede in Cristo, tramite la sua Parola, può affrontare e risolvere. La scienza può essere utile a molto, ma non a questo, e se non diamo risposta alle domande fondamentali della nostra vita, rimaniamo davvero miserabili, al di là di tutti i possibili progressi tecnologici e scientifici…
Le favole dei mormoni
I mormoni (o Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni) sostengono di aver restaurato il vero, originario e puro cristianesimo; in realtà, sono stati fondati da un visionario americano (Joseph Smith) nel 1830. Costui affermò d’aver trovato, divinamente condotto da Dio, il Libro di Mormon, una fantasiosa storia sacra dell’America, un insieme di favole che nulla hanno a che fare con la Bibbia, ma che essi affiancano al testo Sacro di Dio, usurpandone l’autorità ("Noi crediamo – affermano nel loro ottavo articolo di fede – che il Libro di Mormon sia la Parola di Dio"). I mormoni dicono (ovviamente senza averne alcuna prova) che Gesù predicò in America dopo la sua risurrezione! A parte le tante altre stramberie del loro credo (ad esempio, la convinzione che Gerusalemme sarà restaurata in territorio americano), la loro estraneità al vero cristianesimo è comprovata da fattori morali (vedi la pratica della poligamia che lo pseudo-profeta Smith introdusse nel 1845) e da una organizzazione potentissima che non ha nulla a che vedere con la Chiesa del Nuovo Testamento, al pari della Torre di Guardia dei testimoni di Geova o del Vaticano cattolico. Ci domandiamo in base a quali ragionamenti un Italiano possa farsi mormone, passando dalla padella (il cattolicesimo) alla classica brace…
La confessione auricolare
Definiamo questa pratica cattolica: "Sacramento consistente nell’ammissione dei propri peccati a un sacerdote, con umiltà e pentimento, per ottenere il perdono e l’assoluzione, da cui deriva la riconciliazione con Dio". La confessione cattolica, dichiarata sacramento obbligatorio da Papa Innocenzo III nel 1251, è sconosciuta alla Bibbia e per tanti secoli dopo Cristo. Volete avere maggiori informazioni su quale sia la vera confessione, e per come fare a ottenere veramente il perdono di Dio, senza la mediazione di un presunto sacerdote umano? Scriveteci, e parliamone sulla base esclusivamente della Bibbia!
L’acqua santa
Con i riti trapattoniani ai mondiali di calcio in Corea, s’è tornato a parlare della cosiddetta "acqua santa", un’altra delle tante invenzioni e superstizioni del cattolicesimo, della quale il Vangelo, ovviamente, non fa il minimo cenno. Si tratta di un portato pagano, uno dei tanti che ben si addicono al nostro Paese, sostanzialmente pagano e verniciato con uno pseudo-cristianesimo, ossia da un fraintendimento dello stesso.
"Padre" Pio? Il Vangelo dice di
no
Potremmo fare tanti discorsi su "padre Pio", ma rinviamo allo scritto Chi sono i santi nella Bibbia?, che potete trovare nel settore Download studi biblici. Ci limitiamo in questa sede a citare un semplicissimo versetto del Vangelo, nel quale Gesù dice: "Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli" (Matteo 23:9). Avrà mai letto questo passo, il frate di Pietralcina? Lo hanno mai letto tutti i suoi colleghi? Lo conoscono gli Italiani? Sembrerebbe proprio di no…
Fra due fuochi
"Dell’opera dei riformatori [protestanti], resta essenzialmente la loro critica della Chiesa [cattolica] che trova ampi consensi nella coscienza popolare; quanto al resto, il protestantesimo si frammenta in altrettante sètte quante possono essere le concezioni individuali della salvezza" (J. Serviere).
Sembra proprio che non ci sia alternativa: o il blocco politico-economico-istituzionale dello strapotere cattolico-romano, o l’infinita frammentazione e l’esasperato individualismo del mondo protestante-evangelico, che ha di fatto tradito il grande principio di partenza (Sola Scriptura) per inventarsi centinaia di tipi di presunto cristianesimo che con la Scrittura, per molti aspetti hanno ben poco a che fare… E invece no! Dobbiamo reagire e riscoprire e riproporre nella pratica la sola e vera Chiesa di Cristo, quella del Nuovo Testamento. La ribellione, la sete di potere, il tradizionalismo e/o l’approssimazione alle quali tendiamo tutti come uomini peccatori deve lasciare il posto all’obbedienza nei confronti della Parola di Dio, parlando dove la Bibbia parla e tacendo ove essa tace. Nonostante tutto, è ancora possibile, oggi, dare vita a una realtà che conservi la semplicità e al tempo stesso la serietà, la coerenza e l’unicità del messaggio del Vangelo, per evitare di illudersi di essere uniti nella diversità di credi, ricercando invece la vera unità possibile nella verità di Dio.
Scienza e utopia
"Nella nostra civiltà materialista, la visione di un mondo rigenerato dalla scienza ha sostituito quella della Terra Promessa … Le premesse materialistiche della scienza sono state poste escludendo Dio dall’universo, l’anima immortale dal corpo dell’uomo … La scienza rende la religione inutile, soffoca le angosce che potrebbero nascere nella coscienza dell’individuo che scopre il volto del suo Dio … Un cosmonauta diceva candidamente di non aver visto Dio, a qualche centinaia di chilometri dalla terra; questa battuta ricorda la stupida soddisfazione del chirurgo che, nel secolo scorso [XIX sec.], affermava di "non aver trovato l’anima umana sotto il suo bisturi" … Utopia e scienza si fondono inestricabilmente, perché sono entrambe illusioni … Non è la religione la nevrosi ossessiva dell’umanità, come ha scritto Freud; è la scienza che deriva dall’angoscia della civiltà occidentale … Più l’Occidente è progredito sulla strada della sua realizzazione materiale, più ha scoperto che "ciò che maggiormente manca agli uomini è di certo la giustizia, e anche l’amore, ma più ancora un significato. Tutto ha perso significato [P. Ricoeur]. Max Weber ha parlato di "disincanto delle società tecnologiche", e Berdjaev ha sottolineato che "quando saranno stati risolti i problemi angoscianti del sottosviluppo, della fame, della povertà e del dolore fisico, allora il problema esistenziale dell’infelicità della coscienza si porrà in tutta la sua urgente intensità" … Questo nuovo male del mondo, male di vivere, spiega le aspirazioni utopistiche della nostra civiltà, la sua volontà di rifugiarsi nelle promesse della scienza, nei miraggi di un avvenire pianificato" (J. Serviere).
Frasi illuminanti, senz’altro. E non si tratta certo di oscurantismo, ma di realismo. Non si tratta di prendersela col progresso scientifico in sé, ma con l’incapacità della maggior parte degli uomini (non tutti, per fortuna!) di progredire nella scienza conservando e anzi incrementando il senso di Dio, della spiritualità, della reverenza e della sottomissione rispetto al Creatore, del valore della nostra anima… Solo il Vangelo può aiutarci in questo!
Passi concreti
Il pensatore e psicanalista E. Fromm ha scritto: "Se ci si limita a prendere coscienza di sé senza contemporaneamente fare nuovi passi che prendano il via da questa nuova consapevolezza, qualunque presa di coscienza rimane inefficace".
Applichiamo questo principio al Cristianesimo: molti ne accettano i principi, dicono di credere o almeno di voler credere, ammettono di essere peccatori e di aver bisogno di dare una svolta alla propria esistenza, di ritrovare un genuino contatto col Signore, ma alla consapevolezza non si aggiunge l’azione. Tutti i profeti, fino all’immediato precursore di Gesù, Giovanni Battista, e poi Gesù stesso e gli apostoli, hanno sempre richiesto non una semplice presa d’atto della propria situazione e delle esigenze spirituali e celesti, ma fatti concreti, cambiamenti radicali. E’ su questo punto che si ferma la maggior parte delle persone, spesso mascherando il proprio rifiuto con scuse futili o gettando in un secondo momento discredito sulla Parola di Dio… Non si vuole cambiare!
L’illusione di essere autonomi
"La maggior parte della gente non si rende nemmeno conto del proprio bisogno di conformismo. Vive nell’illusione di seguire le proprie idee ed inclinazioni, di essere individualista, di aver raggiunto da sé le proprie convinzioni; e si dà il fatto che le sue idee siano le stesse della maggioranza. Il consenso generale serve come riprova della correttezza delle proprie idee…" (E. Fromm).
Ancora, applichiamo questo principio alla realtà spirituale dell’uomo. Molte persone non accettano la Parola di Dio perché dicono di non voler essere condizionate, di voler pensare con la propria testa, di ricercare la propria indipendenza, di essere in grado di fare da sé… E poi, cosa fanno concretamente? Finiscono per adeguarsi, il più delle volte inconsapevolmente, ai modelli di volta in volta proposti dalla società, dai mass-media, dalla cultura dominante, dalle mode, dalle tradizioni, dalla maggioranza, dalla famiglia, o semplicemente dai propri istinti! Credendo di decidere razionalmente da sé, accettano decisioni già prese sulle loro teste, divenendo miti meccanismi di un sistema che li vuole così. Rifiutata la Parola di Dio, sono comandati dalla televisione (tanto più quanto più dicono che non è così) o da altre cose… La Parola di Dio ci fa essere servi di Dio; ma i servi di Dio sono anche, spiritualmente, suoi figli, e trovano libertà dal peccato, dal mondo e dalle proprie concupiscenze. Senza la volontà di Dio, siamo patetici schiavi degli altri e di noi stessi, che ce ne accorgiamo oppure no.
Il Purgatorio:
una creazione artificiale
Come giustamente sottolinea lo storico francese, il Purgatorio non ha nulla a che fare con il vero, originario cristianesimo; esso è stato un’invenzione cattolica, sulla quale il cattolicesimo specula in varie forme e a sostegno della quale solo in momenti successivi, arrampicandosi sui classici specchi, s’è cercata una conferma di tipo biblico. Come sempre, in questi casi, prima si afferma qualcosa che è completamente estraneo alla Sacra Scrittura, e in un secondo momento si tenta di forzare il testo divino per piegarlo – artificialmente e colpevolmente – alle proprie teologie e ai propri desideri… D’altronde, anche alla gente la cosa va a genio: il Purgatorio, infatti, eliminando l’alternativa secca Paradiso/Inferno (alternativa che è pienamente biblica) consente a tutti di sperare di cavarsela comunque in qualche modo. In fondo, secondo la mentalità comune, basta non essere degli Hitler e, di riffa o di raffa, magari facendo un po’ di anticamera… ce la caveremo! Illusione!!!
Una sana disillusione
Sono parole, si badi bene, di un cattolico! Non crediamo serva aggiungere altro, se non il fatto che quel potere di "legare e sciogliere" non è mai stato attribuito da Cristo al papato e che oggi, come sempre, è necessario predicare il Cristianesimo a milioni di sedicenti cristiani, che non lo conoscono quasi per niente…
Volontà
Lotta spirituale
Controcorrente
Senza Gesù.
Il potere della Bibbia
Priorità
"Chi pone il gioco del calcio o la sua
motocicletta al centro della propria vita, o la donna che concentra tutti i
suoi pensieri nei vestiti o nella partita di bridge o nel suo cane, è
altrettanto intemperante di chi si ubriaca ogni sera. Naturalmente questo tipo di
intemperanza non è così evidente come quella del bere; le manie del bridge e
del calcio non fanno stramazzare nessuno in mezzo alla strada. Ma Dio non si lascia ingannare dalle apparenze"
(C. Lewis).
Quanti idoli ci creiamo e rendiamo presenti e vitali, oggi come oggi, nella
nostra società? A quanti falsi dei – spesso all’apparenza innocui – viene
rivolta una specie di adorazione che offusca l’unico e vero culto che dovremmo
rendere al Creatore? La gran parte della gente impegna tutta se stessa in cose
che, prima o poi, dovrà per forza lasciare e dimentica l’unica cosa che resta
per sempre: un genuino rapporto d’amore e d’ubbidienza con Dio. Facendo così,
però, ci si troverà a mani vuote, e dunque eternamente lontani da Dio, dopo
questa vita terrena. Non serve essere criminali o ubriaconi o ladri per
rimanere separati da Dio: basta disperdere la propria esistenza in
occupazioni futili o, se non futili, totalizzanti, che ci coinvolgono al punto
di farci dimenticare della nostra anima. "Cercate prima il regno
di Dio e la sua giustizia … Così dunque, ognuno di voi che non rinunzia a tutto
ciò che ha, non può essere mio discepolo" (Gesù, in Matteo 6:33 e Luca
14:33).
Sesso
e Castità: chi è più nel caos?
Bontà
Desiderio
del Cielo
Uno dei pochissimi motivi per cui ancora qualcuno pensa alla vita eterna in Cielo è quello di poter incontrare di nuovo i propri cari già trapassati. Ma quanto ci si adopera per aspirare e vivere in vista del Cielo in questa vita, a prescindere da ogni altra considerazione? Il Cielo deve essere il primario desiderio della vita di un cristiano, anche se non vi dovesse mai trovare lì i suoi cari, anche se essi fossero tutti condannati all’Inferno. Il cristiano sa che, anche se si dovesse trovare un giorno lì senza i suoi cari, sarebbe ugualmente immensamente felice. Sembra assurdo, no? Ma la fede è anche questa. La giustizia di Dio è sempre, per il vero credente, fonte di eterna gioia, e il Cielo è una meta da raggiungere ad ogni costo, a qualunque condizione. Non solo, ma chi vive pensando concretamente al Cielo non è una persona "con la testa sulle nuvole", anzi! Da un certo punto di vista, è la persona più concreta e realistica del mondo. "La nostra cittadinanza infatti è nei cieli, da dove aspettiamo pure il Salvatore, il Signor Gesù Cristo" (Filippesi 3:20). Vogliamo andare in Cielo coi nostri cari? Convertiamoci e aiutiamoli a convertirsi al Signore, finché si è in tempo di farlo!
Realizzarsi
in Cristo
Tutti cercano di realizzarsi, di riempire la propria vita, di trovare la propria più genuina dimensione… Ma quanti scelgono la strada giusta per farlo? Molto pochi, perché la strada giusta è lontana dalla mentalità comune, dal momento che il Vangelo è – di fatto – il grande assente nella vita della gente. Scriveva Paolo, dopo la sua conversione a Cristo: "Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me, e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me" (Galati 2:20). Per realizzarsi occorre privarsi dei propri egoismi ed arrivismi, del proprio narcisismo, del perseguimento a tutti i costi del proprio interesse, della propria presunzione, e rimettere invece tutta la propria esistenza e personalità nelle mani di Dio, seguendo il Vangelo. Questa uscita da sé diventerà, meravigliosamente, un trovare la propria vera dimensione, quella di creature di Dio, che si fanno plasmare da Lui, che – come scrisse ancora l’apostolo Paolo – si spogliano di un "uomo vecchio con i suoi atti" in modo da potersi rivestire "dell’uomo nuovo, che si va rinnovando nella conoscenza ad immagine di Colui che l’ha creato" (Colossesi 3:9-10).
Annullare i matrimoni?
Retrodatazione
del Vangelo di Marco
Qualche mese fa i giornali hanno riportato la notizia delle più recenti ricerche archeologiche e filologiche, secondo le quali la redazione del testo del Vangelo secondo Marco (probabilmente il primo dei quattro) non è più da datare attorno agli anni 70/80 d.C., ma addirittura fra gli anni 40/50 (in pratica, pochissimo tempo dopo la morte e risurrezione di Gesù).
A parte il fatto che come credenti in Cristo siamo consapevoli dell’autenticità dei vangeli sulla base della propria fede e dell’evidenza interna dei Vangeli stessi, siamo contenti che il mondo abbia ora questa controprova che rende ancor più credibili – anche se, ripetiamo, in linea di principio, non ce n’era bisogno! – i racconti evangelici; ma servirà? qualcuno in più si avvicinerà ai testi sacri? o si troveranno altre, "plausibilissime" scuse, ora che salta quella della "eccessiva" distanza fra gli avvenimenti storici testimoniati e il resoconto degli stessi? Purtroppo, non siamo molto fiduciosi…
Sappiano tutti, comunque, che avvicinarsi al Vangelo significa prendere in considerazione un serissimo documento storico, dal quale può – se lo si vuole col cuore – nascere una fede capace di trasformare la nostra esistenza e di condurci alla vita eterna!
Vi
sarà sempre qualcuno…
"Vi sarà sempre qualche cristiano che prenderà Cristo sul serio … Poiché gli stessi che lo tradiscono, non possono distruggere il Vangelo. Lo possono nascondere, ne possono dare interpretazioni di comodo, ma non distruggerlo. Per cui ogni tanto qualcuno lo riscoprirà e accetterà con animo sereno di andare allo sbaraglio" (da L’avventura di un povero cristiano, di I. Silone).
La
cura
"Possiamo paragonare il cristianesimo, o meglio il diventare cristiani, ad una cura necessaria e radicale che si cerca di rimandare quanto più si può" (S. Kierkegaard).
Siamo malati: il peccato uccide (Romani 6:23). Abbiamo la cura: il ravvedimento, la conversione a Cristo (Luca 13:3-5; Atti 22:16). Generalmente, come corriamo dai medici quando il nostro fisico ne ha bisogno! E perché non facciamo lo stesso per lo spirito? Forse agiamo come quelle persone che, paradossalmente, quando sanno di dover affrontare una cura radicale fanno finta di non averne bisogno, o trovano mille scuse per non affrontarla, perché non vogliono sottoporsi a nessun tipo di terapia, di rinuncia, di sacrificio, o semplicemente perché si illudono di scongiurare il male non guardandolo in faccia.
Spiritualmente parlando, v’è in gioco non solo la nostra vita, ma la nostra vita eterna: basta rimandare! Convertiamoci a Cristo! Quando? "Eccolo ora il tempo accettevole! Eccolo ora il giorno della salvezza!" (2Corinzi 6:2).
Quelle piccole frazioni di secondo…
Ho letto diversi articoli riguardanti la possibilità di ricostruire com’è nato l’universo: si giungerebbe, in pratica, fino ad un tempo consistente – come ha detto lo scienziato Rubbia – a "piccole frazioni di secondo" prima del Big Bang, ossia a quella ipotetica grande esplosione iniziale da cui tutto si sarebbe generato.
Ma, anche ammesso che tutto si sia svolto come la scienza ha finora detto d’aver scoperto e scoprirà, rimane sempre un fatto: nessuno potrà mai spiegare che cos’è avvenuto prima di quelle infinitesimali frazioni di secondo. Perché c’era un nucleo di materia originaria? da dove proveniva? chi l’aveva fatta? chi ha generato l’energia incommensurabile che ha provocato l’esplosione? chi ha fatto in modo che tutto andasse in un certo modo, senz’altro non casuale?, ecc. ecc…
La Bibbia, però, qualcosa di fondamentale in proposito ce lo comunica: PRIMA c’era Dio. Senza Dio, nessuna materia originaria, nessun Big Bang! Nulla si genera dal nulla, né la materia né l’energia. E la scienza non potrà mai spiegare Dio. Quei decisivi nano-secondi sono tutto: Dio. Dio ha creato. Noi siamo creature. Dio ha anche parlato. Noi dobbiamo porci all’ascolto della sua Parola, oggi contenuta nella Bibbia.
La scienza dice alcune cose,
domani ne conferma alcune e ne smentisce altre e ne dice altre ancora. Ma chi
veramente siamo, da dove veniamo, chi e cosa c’è al di là di questo mondo e di
questa vita, e soprattutto come dobbiamo vivere, ce lo può dire solo il Signore
dell’universo!
Hume
Il filosofo inglese D. Hume (1711-1776) scrisse:
"Il teismo [= ogni dottrina che afferma l’esistenza di un unico Dio personale, trascendente, creatore e provvidente] bandisce l’idolatria ed è senza dubbio superiore all’idolatria stessa; ma offre a sua volta un gravissimo pericolo, che è quello dell’intolleranza. Riconosciuto un unico oggetto di devozione, il culto delle altre divinità è considerato assurdo ed empio e fornisce spesso il pretesto di persecuzioni e condanne. Al politeismo è invece estranea l’intolleranza".
Sembra infatti che gli uomini si portino sempre sugli estremi: o credono in un’unica verità, in un solo Dio, in una sola via di salvezza, e in nome di tutto ciò danno luogo a intolleranze, inquisizioni, persecuzioni e ottusità, oppure credono in tante possibili vie di salvezza e praticano una forma di tolleranza (come nell’"ecumenismo" odierno), considerando sostanzialmente un culto uguale ad un altro, una religione equivalente ad un’altra, una verità uguale ad un’altra, e scadendo in una forma di relativismo (= concezione che non ammette verità assolute) e di sincretismo (= fusione di dottrine religiose diverse), il che è in pratica un ritorno mascherato all’idolatria pagana, con tanti dei nell’Olimpo…
E’ mai possibile che non si possa credere in un’unica, sola e vera via di salvezza, e rimanere al tempo stesso comprensivi, tolleranti, pacifici, rispettosi?!
Come cristiani secondo il Nuovo Testamento, non possiamo non affermare che v’è una sola verità, un solo Salvatore, un solo vero culto, un solo vero messaggio divino per gli uomini (cfr. Atti 4:12; Efesini 4:4-6), ma vogliamo essere "luce del mondo" – come insegnava Gesù in Matteo 5:16 – nel lasciare ciascuno libero nelle proprie scelte e cercando di attirare verso la Verità di Dio, con fermezza e tolleranza assieme, molte anime a Cristo.
Crediamo che nei Paesi in cui oggi si predica "tolleranza" sia in vigore di fatto una grande nuova forma di politeismo, e laddove si pratica l’intolleranza ci si faccia forti di unico, grande e falso dio tutto "umano"… Troviamo la giusta via! Solo il Vangelo può aiutarci in questo!