Lo sapevate che... ?
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Riportiamo alcune curiosità che ci auguriamo possano suscitare il tuo interesse e, magari, il desiderio di approfondire con noi i vari concetti. Scrivici!


Elenco degli argomenti

 

Img/pallino.gifApostoli sposati

Img/pallino.gifVescovi padri

Img/pallino.gifDivorzio

Img/pallino.gifAutorità della Bibbia

Img/pallino.gifIl concetto di chiesa

Img/pallino.gifLa Madonna

Img/pallino.gifLa fede

Img/pallino.gifI santi

Img/pallino.gifL'omosessualità

Img/pallino.gifIl secondo comandamento

Img/pallino.gifIl nome "Geova" nel NT

Img/pallino.gifI figli di Maria

Img/pallino.gifGesù salvatore

Img/pallino.gifCena del Signore 

Img/pallino.gifBibbia e tradizioni

Img/pallino.gifBattesimo, cresima ...

Img/pallino.gifSacerdoti e laici

Img/pallino.gifProfezie dei t. di Geova

Img/pallino.gifPasqua, Pentescoste, Giubilei 

Img/pallino.gifIl Natale

Img/pallino.gifPresunti Miracoli

Img/pallino.gifLe "lingue" dei Pentecostali

Img/pallino.gifIl culto cristiano

Img/pallino.gifCorano e Vangelo

Img/pallino.gifSiamo davvero nel 2006?

Pietro: primo papa?

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 (Vedi anche l'articolo "Ciò che Dio ha unito..." )

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… Pietro non è mai stato il “primo Papa”?

 

La dottrina cattolico-romana afferma che l’Apostolo Pietro fu il primo Papa, del quale tutti i vescovi di Roma sarebbero i successori. Il Cardinale Ratzinger, ora Papa Benedetto XVI, in un discorso fatto poco dopo la sua elezione, ha tenuto a ribadire che il Papa romano è «successore di San Pietro che in sé riassume il Magistero e la Primazia» (ossia la capacità di insegnare la retta dottrina in modo infallibile e il primato sia d’onore che giuridico su tutta la Cristianità). Biblicamente, il cattolicesimo pretende di fondarsi sul passo evangelico più noto (ma in molto superficiale, come vedremo) a livello popolare sia Italia sia nel mondo cattolico in genere, ossia il seguente:

 «Giunto poi Gesù nella regione di Cesarea di Filippo, si mise a interrogare i suoi discepoli: “Chi dice la gente che sia il Figlio dell’uomo?”. Essi risposero: “Chi dice che sia Giovanni il Battista, chi Elia, chi Geremia o uno dei profeti”. Dice loro: “Ma voi chi dite che io sia?’. Prese la parola Simon Pietro e disse: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Rispose Gesù: “Beato sei tu Simone figlio di Giona, poiché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. Io ti dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli Inferi non prevarranno contro di essa. Ti darò le chiavi del Regno del cieli; tutto ciò che avrai legato sulla terra resterà legato nei cieli e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra resterà sciolto nei cieli» (Matteo 16:13-18).

Purtroppo, la famosissima frase che Gesù rivolge a Pietro viene quasi sempre ricordata più o meno in questo modo (o comunque con questo significato): «Tu sei Pietro, e su di te, come su di una pietra, edificherò la mia chiesa»; e così l’ha citata anche Benedetto XVI (che pur conosce molto bene il testo biblico!) in un altro suo discorso seguito di poco all’elezione. Nel testo greco originale del Vangelo, però, Gesù non dice a Pietro «su di te», bensì «su questa pietra» (si noti che la traduzione, corretta, che abbiamo sopra riportato è tratta da una versione cattolica, e precisamente la Nuovissima versione della Bibbia dai testi originali, edizioni Paoline, 1883). È dunque fondamentale capire cosa sia la pietra di cui parla Gesù. Prima, però, vogliamo precisare – perché è molto importante – che l’autorità di «legare» e «sciogliere» fu conferita dal Signore non solo a Pietro ma anche agli altri Apostoli:

«In verità vi dico: tutto ciò che avrete legato sulla terra resterà legato nel cielo e tutto ciò che avrete sciolto sulla terra resterà sciolto nel cielo» (Matteo 18:18).

Non si tratta dunque di una prerogativa esclusiva di Simon Pietro; infatti, tutti e Dodici gli Apostoli sono stati posti dal Signore come fondamento della Chiesa (si leggano i seguenti passi biblici: Matteo 19:27-28; Efesini 2:20-22; Apocalisse 21:14). Ciò significa, in pratica, che la dottrina apostolica, cioè quella predicata e confermata una volta per sempre dagli Apostoli, e una volta per tutte redatta per noi nel Nuovo Testamento, contiene tutto ciò di cui abbiamo bisogno per trovare la via della salvezza, indicandoci tutto quello che dobbiamo fare (ciò che è legato) e anche che non dobbiamo fare (ciò che è sciolto) per avere la vita eterna. Ecco perché lo scrittore sacro Giuda (non il traditore, ma uno dei fratelli carnali di Gesù), al versetto 3 della sua breve ma intensa lettera (contenuta nel Nuovo Testamento), dice che la vera fede è stata «consegnata ai santi [ossia ai Cristiani] una volta per sempre» nell’età apostolica. Non esiste dunque nessuna “successione apostolica”, poiché le fondamenta di un edificio (un edificio spirituale, nel caso della Chiesa di Cristo) si pongono sempre una volta sola e per sempre; difatti, mai troviamo un cenno a tale successione apostolica nella Parola di Dio. Al contrario, il Nuovo Testamento sottolinea sempre l’unicità del ruolo apostolico, cioè di coloro che sono stati scelti direttamente da Gesù, i suoi testimoni oculari (si veda Luca 1:1-2; Atti degli Apostoli 1:21-22), direttamente guidati dallo Spirito Santo (leggere Giovanni 16:13-15). Tutto ciò che è stato aggiunto dalle teologie, dalle tradizioni e filosofie umane dopo l’età apostolica non è stato frutto della sapienza di Dio, bensì della presunzione umana!

Detto questo, torniamo alla pietra, e domandiamoci: qual è l’essenza, quale il nucleo insostituibile e originario della fede di un discepolo di Cristo (e della Chiesa, che altro non è se non la comunità dei Cristiani)? Ovviamente, il fatto che Gesù sia il Figlio di Dio. Togli il fatto che Gesù (morto per i nostri peccati, risorto e asceso al cielo alla destra del Padre) è il Figlio del Dio vivente, e tutto crolla, nulla ha più senso da un punto di vista cristiano. Se il Signore ha detto che le «porte degli Inferi» – e dunque la potenza del Male, di Satana – non possono distruggere la vera Chiesa, è proprio perché essa ha come origine, guida e capo Gesù Cristo Figlio di Dio, colui nel quale «dimora corporalmente tutta la pienezza della Divinità» (Colossesi 1:15-20, 2:9). Ora, riflettiamo: qual è la risposta, nel contesto di Matteo 16:13-18, che Pietro diede alla domanda di Gesù? Rileggiamola: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Rivelando una verità divina, che procede dal Padre celeste, Pietro ha dichiarato la sua fede nel nucleo fondante e ineliminabile del Cristianesimo: Gesù è il Figlio dell’unico e vero Dio! E, come disse l’Apostolo Paolo, «nessuno può gettare un fondamento diverso da quello che è già posto, che è Gesù Cristo» (1Corinzi 3:11). Ecco perché lo stesso Apostolo Pietro, anni dopo l’episodio riportato in Matteo 16:13-18, scrivendo ai Cristiani, afferma che essi sono «un organismo sacerdotale santo», capace di offrire «sacrifici spirituale bene accetti a Dio per mezzo di Gesù Cristo». Continuando, Pietro cita un passo dell’Antico Testamento (Isaia 28:16, per la precisione; ma si veda anche il Salmo 118:22 e Luca 20:17), di chiara valenza messianica e quindi applicato a Gesù: «Ecco [dice Dio], pongo in Sion [Gerusalemme] una pietra scelta, angolare, di valore, e chi crede in essa non rimarrà confuso». Questa è la pietra che è stata «scartata» dagli uomini (e Gesù, in effetti, fu rigettato e crocifisso), ma che per Dio è «diventata la pietra angolare» (si legga 1Pietro 2:1ss.), ossia quella che dà inizio e direzione a tutto l’edificio. Insomma, secondo Pietro, la pietra dell’«edificio spirituale» dei Cristiani non è lui né i suoi presunti successori, bensì il Cristo, al quale ci invita ad avvicinarci dicendo che solo Gesù è la «pietra vivente» scelta da Dio per edificare la Chiesa! E chi meglio di Pietro poteva dirci tutto ciò?! Insomma, scopriamo che Pietro non ha mai pensato di essere colui sul quale Dio ha voluto edificare la Chiesa, mai ha pensato di essere lui la pietra

Una non secondaria annotazione: il vero nome di Pietro (soprannome attribuitogli da Gesù) era Simone (Marco 3:16). Avere un soprannome che si accostava al nome anagrafico era, al tempo, normalissimo (vedi ad esempio il soprannome dato agli Apostoli Giovanni e Giacomo: Marco 3:17). Indubbiamente, il soprannome Pétros (Cefa in aramaico, la lingua parlata da Gesù), «sasso», voleva indicare il carattere particolare e il ruolo importante che Pietro avrebbe assunto; non per nulla, fu lui a fare la dichiarazione di cui abbiamo detto sopra e fu lui ad aprire per primo le porte della Chiesa di Cristo sia agli ebrei che ai pagani che accettavano di convertirsi a Cristo (vedi a tal proposito Atti degli Apostoli capitoli 2 e 10). Quando però il testo greco del Vangelo dice pétra (quella su cui s’edifica la Chiesa), il termine andrebbe tradotto con «roccia», «rupe», ossia qualcosa che abbia caratteristiche di solidità incrollabile; e non fu certo di solidità incrollabile Pietro, che nei versetti seguenti alla sua splendida confessione di fede fu duramente rimproverato da Gesù per un’altra questione, che iniziò ad affondare nell’acqua dopo aver chiesto a Gesù di farlo camminare sul lago, che tradì Gesù e che anni dopo dovette essere rimproverato da Paolo per una inammissibile incoerenza in una questione molto delicata (come si narra nel secondo capitolo della lettera ai Galati).

In conclusione: se è vero – come è vero – che ogni Cristiano è nella Chiesa come una piccola «pietra vivente» (così dice Pietro in 1Pietro 2:5) inserita nell’edificio che si staglia a partire dalla pietra angolare-Gesù, sul fondamento dell’insegnamento apostolico, possiamo senz’altro dire che Pietro, con la sua confessione di fede, fu una prima pietra nell’edificio di Dio, grazie alla professione di fede nella pietra-roccia che è Cristo Figlio di Dio. Noi dunque, se ripetiamo la dichiarazione di Pietro, ci crediamo veramente e ubbidiamo all’autorità del Signore (ossia alla sua Parola), entriamo come pietre vive, sulla scia di Pietro e degli Apostoli, nella costruzione di Dio. Ma l’unico vero primato è quello del Signore Gesù, «Re dei re e Signore dei signori» (Apocalisse 19:16). Egli ha promesso di essere per sempre vicino e presente, con la sua Parola e col suo Spirito, a coloro che lo vogliono seguire e ubbidire, essendo sempre in mezzo a loro (leggi Matteo 18:20, 28:20). Se vogliamo essere Cristiani secondo il Nuovo Testamento, non abbiamo bisogno di vicari, ossia rappresentanti di Cristo sulla terra, perché Cristo è in mezzo a noi. Solo una mancanza di vista spirituale e una errata sequela della Parola di Dio può impedirci vedere tutto ciò, e solo la nostra carnalità può farci aderire a uomini che pretendono di svolgere un ruolo che non compete loro.


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